Translate

2013/06/29

Misuse of power - Abuso del potere

Quando usi il potere, devi avere un profondo rispetto per gli altri e per la totalità dell'esistenza. Non interferire con la vita di qualcun altro con le tue idee intellettuali. Se hai potere non manipolare gli altri, usalo creativamente.

Ramakrishna aveva un discepolo, Vivekananda, e nello ashram viveva anche un uomo molto innocente e semplice, di nome Kalu. Vivekananda, che era un tipo intellettuale e polemico, si prendeva sempre gioco di questo Kalu. Kalu aveva trasformato la sua stanza in un tempio. In India una qualsiasi pietra può diventare un dio, per cui Kalu aveva quasi trecento divinità nella sua stanzetta. Vivekananda gli ripeteva sempre: "Butta tutti questi dei nel Gange! Sono stupidaggini, Dio è dentro di noi". Ma Kalu gli diceva: "Io amo quelle pietre. Sono belle. Il Gange me le ha date, ora come potrei buttarle via? No, non posso".
Il giorno in cui Vivekananda ebbe il suo primo satori, con la prima ondata di potere, gli venne in mente un'idea...solo per divertirsi, proiettò un'idea nella mente di Kalu: "Kalu, prendi tutti i tuoi dei e buttali nel Gange".
Ramakrishna era seduto lì fuori. Vide tutto questo gioco. Dovette vedere la proiezione del pensiero, ma attese. Ad un certo punto Kalo uscì con un grosso fagotto; stava trasportando tutti gli dei in una grossa borsa. Ramakrishna lo fermò e disse: "Aspetta, dove stai andando?". 
Kalu disse: "Ho pensato che tutto questo è sciocco. Vado a buttar via tutti questi dei".
Ramakrishna disse: "Aspetta". E fece chiamare Vivekananda. 
Ramakrishma urlò rabbioso: "E' questo il modo di usare il potere?". Poi disse a Kalu: "Torna nella tua stanza, rimetti a posto i tuoi dei. Questa non è una tua idea, è di Vivekananda".
Kalu ammise che quel pensiero gli era sembrato strano, come se si fosse impossessato di lui, come se egli fosse stato colpito dall'esterno.
Ramakrishna era così in collera con Vivekananda, che disse: "Ora io terrò la tua chiave...non avrai più satori...riceverai questa chiave solo tre giorni prima di morire". Ed accadde così. Vivekananda pianse e si disperò per anni, ma non riuscì più ad avere un satori. Ci provò con insistenza. Quando Ramakrishna stava morendo, gli chiese: "Ridammi la chiave". Ma Ramakrishna disse: "No, perché mi sembri pericoloso. Un simile potere non può essere usato così. Devi aspettare. Non sei ancora abbastanza puro. Continua a piangere e a meditare".
E esattamente tre giorni prima di morire, Vivekananda ebbe un altro satori. A quel punto seppe che era giunto il momento di morire.

SUFIS: THE PEOPLE OF THE PATH, Vol. I - Osho